Le dimissioni del vicepresidente di una Pro Loco sono la comunicazione formale con cui rinuncia al proprio incarico all’interno dell’associazione. Devono essere presentate secondo le modalità previste dallo statuto, generalmente per iscritto al presidente o al consiglio direttivo. Dopo l’accettazione o la presa d’atto, il ruolo può essere assegnato temporaneamente o ricoperto tramite nuova nomina, senza comportare necessariamente lo scioglimento dell’associazione.
Come scrivere dimissioni vicepresidente pro loco
La comunicazione deve esprimere in modo chiaro e inequivocabile la volontà di rinunciare alla carica di vicepresidente della Pro Loco. È opportuno indirizzarla al presidente, al consiglio direttivo oppure all’organo indicato dallo statuto dell’associazione. Se lo statuto prevede che le dimissioni debbano essere presentate al consiglio direttivo, è preferibile inviarle formalmente al presidente, chiedendo che siano portate alla prima riunione utile e inserite nel verbale.
Nella lettera devono comparire i dati della persona dimissionaria, cioè nome, cognome, luogo e data di nascita, codice fiscale e recapito, oltre alla denominazione completa della Pro Loco. È utile indicare anche la sede dell’associazione e, se disponibile, il numero di iscrizione al RUNTS o il codice fiscale dell’ente, soprattutto quando la Pro Loco è costituita come associazione di promozione sociale o altro ente del Terzo settore.
Il contenuto centrale deve precisare che la persona rinuncia alla carica di vicepresidente. Una formula chiara può essere: “Con la presente comunico formalmente le mie dimissioni dalla carica di vicepresidente della Pro Loco [denominazione], con effetto dalla data di ricezione della presente” oppure “con effetto dal [giorno, mese e anno]”. Indicare una data precisa evita incertezze. Se si desidera che le dimissioni siano immediate, occorre dichiararlo espressamente; in mancanza di una diversa previsione statutaria, la rinuncia alla carica generalmente produce effetto quando viene ricevuta dall’associazione, ma è comunque consigliabile verificare quanto stabilito dallo statuto e dagli eventuali regolamenti interni.
Non è obbligatorio indicare le motivazioni delle dimissioni. Qualora si vogliano riportare, è preferibile utilizzare una formulazione neutra e sintetica, come motivi personali, professionali, familiari o organizzativi. La lettera non dovrebbe contenere espressioni offensive, accuse generiche o contestazioni non documentate, salvo che si intenda presentare anche una separata comunicazione formale riguardante specifiche irregolarità.
È importante chiarire se le dimissioni riguardano soltanto la carica di vicepresidente oppure anche l’eventuale appartenenza all’associazione. La rinuncia alla carica, infatti, non comporta automaticamente la perdita della qualità di socio. Se si intende continuare a essere socio della Pro Loco, è opportuno specificarlo con una frase come: “Le presenti dimissioni riguardano esclusivamente la carica di vicepresidente e non la mia qualità di socio”. Se invece si vuole abbandonare anche l’associazione, bisogna dichiarare espressamente la volontà di dimettersi da socio, tenendo conto delle modalità e dei termini eventualmente previsti dallo statuto.
La comunicazione può contenere la disponibilità a collaborare per un breve periodo con gli organi sociali allo scopo di favorire il passaggio delle consegne, ma tale disponibilità non deve essere formulata in modo da rendere ambigua o condizionata la rinuncia. Se il vicepresidente detiene documenti, chiavi, attrezzature, credenziali, somme di denaro o altri beni dell’associazione, è consigliabile dichiarare la disponibilità alla restituzione e alla consegna ordinata di quanto ricevuto durante l’incarico.
È opportuno chiedere che le dimissioni vengano formalmente acquisite agli atti dell’associazione, inserite nel verbale del consiglio direttivo e, se necessario, comunicate agli eventuali registri o enti competenti. La sostituzione del vicepresidente, la sua eventuale cooptazione o la nomina di un nuovo componente dipendono dallo statuto e dalla struttura dell’associazione. La lettera di dimissioni non deve quindi nominare autonomamente il sostituto, a meno che ciò non sia richiesto da una specifica procedura interna.
La comunicazione deve riportare il luogo e la data di sottoscrizione e deve essere firmata in modo leggibile. Per dimostrare l’avvenuta ricezione, è preferibile consegnarla a mano chiedendo una ricevuta, inviarla tramite posta elettronica certificata oppure tramite raccomandata con ricevuta di ritorno. Se viene inviata da un normale indirizzo e-mail, è consigliabile allegare una copia firmata e chiedere una conferma scritta di ricezione, anche se il valore probatorio può essere inferiore rispetto alla PEC o alla raccomandata.
In sostanza, il documento deve consentire di identificare senza dubbi chi si dimette, da quale carica, presso quale associazione, con quale decorrenza e se la rinuncia riguarda solo l’incarico oppure anche la permanenza come socio. Prima dell’invio è comunque necessario controllare lo statuto della specifica Pro Loco, perché può stabilire destinatario, termini, modalità di convocazione del consiglio direttivo e conseguenze sulla composizione dell’organo amministrativo.
Esempio dimissioni vicepresidente pro loco
Oggetto: Dimissioni dalla carica di Vicepresidente della Pro Loco
Al Presidente
della Pro Loco ____
e, per conoscenza, al Consiglio Direttivo
Il/La sottoscritto/a __, nato/a a __ il __, residente in __, in qualità di Vicepresidente della Pro Loco __,
con la presente comunica formalmente le proprie dimissioni dalla carica di Vicepresidente, con decorrenza dal __.
La decisione è assunta per motivi __.
Ringraziando il Presidente, il Consiglio Direttivo e tutti i soci per la collaborazione e la fiducia accordata, porgo i miei più cordiali saluti.
Luogo e data: __
Firma