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16 maggio 2012
Mela Rossa Cuneo: passo determinante verso l'IGP
A un anno di distanza dal traguardo raggiunto dal fagiolo di Cuneo, prodotto per il quale è stata riconosciuta nel maggio 2011 la prestigiosa denominazione di Indicazione Geografica Protetta, la Mela Rossa Cuneo ha compiuto un passo determinante per l’ottenimento dell’IGP.
In data odierna l’UE ha dato il via libera pubblicando sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea, come da regolamento, la proposta di disciplinare della Mela Rossa Cuneo. L’iter prevede che, se entro 6 mesi non pervengono contestazioni da parte degli Stati membri, si procederà d’ufficio alla registrazione dell’IGP.
Assessore Regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto: “Un altro grande passo nel lungo percorso che porta alla denominazione IGP per la Mela Rossa Cuneo è stato effettuato e per la fine del 2012, inizio 2013, il risultato atteso da anni potrebbe finalmente essere raggiunto. Per il Piemonte, e per la Provincia di Cuneo in particolare, il riconoscimento della Mela Rossa a IGP è un grande motivo di orgoglio. Da diversi anni i funzionari dell’Assessorato Regionale all’Agricoltura, insieme agli attori operanti sul territorio, stanno lavorando senza sosta per soddisfare i minuziosi requisiti richiesti nella documentazione da presentare in sede europea. Adesso non rimane che attendere il trascorrere dei 6 mesi previsti dal regolamento, entro la fine dell’anno potremo aggiungere, nel già ricco insieme di eccellenze agroalimentari piemontesi, una nuova denominazione”.
15 maggio 2012
Sindaci del Saluzzese in Regione: ferrovia Saluzzo-Savigliano, ottimizzare anziché tagliare
Nel primo pomeriggio odierno, presso il Palazzo del Consiglio Regionale a Torino, è stata ricevuta una delegazione di Sindaci dei Comuni del Saluzzese, rappresentanti di un territorio direttamente coinvolto dalla prevista soppressione della linea ferroviaria Saluzzo-Savigliano.
Un confronto pacato ma determinato, nel corso del quale gli Amministratori hanno esposto tutta la loro contrarietà ad una misura che dissesterebbe del tutto il sistema di servizi attualmente attivo sul territorio.
Le istanze provenienti dal Saluzzese coincidono con la richiesta di rivedere il piano di riduzione dei costi che coinvolge il trasporto pubblico: disposti a collaborare per un decremento sostanzioso della spesa, i Sindaci presenti hanno prestato massima disponibilità alla razionalizzazione dei servizi presenti (rotaia e gomma). La totale soppressione della linea ferroviaria tra Saluzzo e Savigliano non rappresenta un risparmio se tenute in considerazione le problematiche che verrebbero a riversarsi sul territorio: traffico raddoppiato sugli assi viari già presenti, numero limitato di parcheggi, taglio indiscriminato di servizi a disposizione di lavoratori, cittadini e studenti attualmente quotidiani usufruitori del trasporto ferroviario.
L'Assessore Regionale Claudio Sacchetto, presente all’incontro, dichiara: “Ho avuto modo di confrontarmi con l’Assessore ai trasporti Barbara Bonino in mattinata, ci faremo interpreti di questa situazione.
A breve organizzeremo un incontro nel Saluzzese con il fine di confrontarci direttamente con il territorio. Condivido le tematiche illustrate, un taglio netto ai servizi non è la risposta idonea, piuttosto è possibile rivedere l’intero piano mediante una razionalizzazione della spesa, a partire dal taglio dei “doppioni” -situazioni in cui bus e treni percorrono i medesimi tratti- fino ad arrivare alla riduzione della frequenza delle corse. Tali scelte strategiche devono coinvolgere in tutte le fasi i rappresentanti del territorio. L’incontro di oggi è stato utile, posso garantire di impegnarmi, insieme ai colleghi della Giunta, per farmi interprete delle istanze presentate.
Va infine valutata e approfondita la questione legata alla differenza di prezzo del trasporto pubblico nelle diverse province: in proporzione, all’Amministrazione Pubblica, un chilometro percorso a Cuneo costa molto meno della medesima distanza percorsa in altre province”.
14 maggio 2012
XX sessione plenaria dell’Arev: al centro del dibattito la liberalizzazione dei diritti di impianto
Si è tenuta a Torino, nei giorni 10, 11 e 12 maggio 2012, la XX sessione plenaria dell’Arev, l’Associazione delle Regioni Europee Vitivinicole.
Un appuntamento che si rinnova una volta ogni due anni, incontro-confronto tra i rappresentanti delle diverse aree vitivinicole del Continente attraverso il quale discutere, scambiare conoscenze fra Regioni europee, avviare progettualità comuni, esaminare nuove opportunità, analizzare documenti.
Tra le numerose tematiche affrontate nella tre giorni di Torino, due sono stati gli argomenti oggetto di ampio approfondimento: in prima istanza la liberalizzazione dei diritti di impianto prevista per il 2016, problematica all’ordine del giorno che vede la maggioranza delle Regioni ad alta vocazione vitivinicola del tutto contrarie. Gli studi effettuati in merito confermano una serie di effetti altamente negativi conseguenti all’eliminazione dei diritti di impianto, sia dal punto di vista di una forte destabilizzazione di quella che è l’impostazione sociale sviluppatasi negli anni all’interno dei territori a vocazione vitivinicola, sia dal punto di vista prettamente economico.
In secondo luogo grande spazio è stato riservato al confronto sulla futura programmazione dell’Ocm vino, ponendo al centro dell’assemblea l’ipotesi avanzata nelle apposite sedi di un pagamento unico sul territorio in sostituzione al sistema suddiviso in misure attualmente in vigore.
Ugo Cavallera, Vice-Presidente della Regione Piemonte e Claudio Sacchetto, Assessore Regionale all’Agricoltura, nel condividere l’utilità di assemblee di respiro internazionale quale la sessione plenaria dell’Arev, pongono l’attenzione sul pericolo destabilizzante di un provvedimento quale la liberalizzazione dei diritti di impianto:
“La politica finora attuata nella nostra Regione, come in tutte le regioni vinicole europee, ha consolidato la viticoltura nelle zone di elezione, consentendo così l’affermazione del vino europeo come vino di territorio, prodotto di alta qualità che incorpora valori storici e culturali unici e irripetibili. La sfida forte ed impegnativa che ci attende consiste proprio nel contemperare i principi di libertà dell’impresa con l’esigenza irrinunciabile di consolidare e valorizzare la viticoltura come strumento insostituibile per la conservazione dei territori e ambienti, di sistemi economici e sociali e per la valorizzazione del patrimonio di specificità e diversificazione che nel tempo si è andato a consolidare. Per questi motivi dobbiamo batterci con forza per far cambiare idea alla Commissione Europea in merito alla liberalizzazione dei diritti di impianto.”
14 maggio 2012
Danni da gelo gennaio-febbraio 2012: approvata la delibera di delimitazione delle aree colpite
La Regione, appurato che nel mese di febbraio 2012 nessuna compagnia assicurativa provvedette alle convenzioni per assicurare danni da gelo alle colture -dunque le aziende frutticole Piemontesi furono impossibilitate di stipulare polizze di alcun tipo- richiede al Ministero che venga riconosciuto il danno e successivamente applicata la deroga prevista dal Piano Assicurativo Nazionale.
È stata approvata in merito una delibera della Giunta Regionale, attraverso la quale l’Assessorato all’Agricoltura si impegna a delimitare i territori danneggiati nei quali saranno applicabili gli interventi previsti e a richiedere al Ministero di applicare le agevolazioni previste per gli stati di calamità di carattere eccezionale.
I fenomeni di gelo intenso coinvolsero il Piemonte nel periodo tra il 29 gennaio e il 17 febbraio 2012, con temperature ampiamente sotto la media stagionale. A risentirne maggiormente sono state le colture frutticole del Cuneese.
Le rilevazioni per stabilire l’entità dei danni hanno richiesto diverso tempo, le conseguenze del freddo potevano essere valutate correttamente solo attendendo il periodo della schiusa delle gemme.
Assessore Regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto: “I danni da gelo sono previsti dal Piano Assicurativo Nazionali, dunque non dovrebbero mettersi in moto aiuti da parte del Ministero. Ma in Piemonte si è verificata una circostanza peculiare, per questo con buonsenso la Regione è intervenuta: è stato appurato infatti che anche gli agricoltori che avessero voluto assicurarsi a gennaio o febbraio contro i rischi del freddo non avrebbero potuto, in quanto non vi era offerta di polizze da parte delle compagnie: dunque giusto che la Regione chieda al Ministero le agevolazioni previste per tali tipologie di calamità e altrettanto necessario che l’Assessorato, una volta ottenuto riscontro da Roma, provveda ad attivare tutti gli strumenti per rispondere alle domande di aiuto avanzate dalle aziende danneggiate”.
14 maggio 2012
Asti Docg: mediante delibera bloccate le iscrizioni
È stato predisposto in mattinata, mediante delibera di Giunta Regionale, il blocco delle iscrizioni allo schedario viticolo DOCG Asti, misura aggiuntiva alla già vigente sospensione del reimpianto vigneti.
Il provvedimento è parte integrante di un percorso intrapreso dall’Assessorato all’Agricoltura volto alla tutela delle produzioni vitivinicole di pregio presenti sul territorio.
La Giunta Regionale, lo scorso 7 novembre 2011, stabilì la possibilità di attuare interventi nell’ambito delle produzioni vitivinicole a denominazione di origine finalizzati al riequilibrio del mercato.
Mediante la delibera odierna, si è dato seguito alle richieste e ai pareri favorevoli del Consorzio di Tutela dell’Asti, del Comitato Vitivinicolo, della Commissione Paritetica ed infine del Consorzio Tutela Vini d’Asti e del Monferrato.
Il coinvolgimento di tutti gli attori appartenenti alla filiera ha permesso di giungere ad un provvedimento condiviso, mirato ad una concreta protezione della produzione DOCG Asti.
Il blocco delle iscrizioni è già stato applicato in passato per l’Alta Langa, attualmente si sta lavorando per adottare tale misura anche sul Gavi.
Assessore Regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto: “A novembre la Regione ha delineato uno strumento di azione utile per poter intervenire in quei momenti in cui il mercato vitivinicolo necessita di riequilibrio. Con il provvedimento di questa mattina abbiamo attuato le limitazioni previste da norme comunitarie (blocco degli impianti) e nazionali (sospensione iscrizioni): è doveroso l’intervento determinato della Regione nella gestione del proprio patrimonio di Denominazioni.
Abbiamo ritenuto fondamentale coinvolgere in questa importante operazione la totalità degli attori della filiera, ricevendo da tutti parere favorevole alla regolamentazione delle iscrizioni.
L’Assessorato Regionale all’Agricoltura continuerà con impegno a perseguire la difesa delle proprie produzioni viticole di pregio”.
9 maggio 2012
Assicurazioni allevatori: novità per recupero carcasse e indennizzi per capi persi in seguito a predazione
Nella serata di ieri, martedì 8 maggio 2012, a Frabosa Soprana (Cn) si è tenuto un nuovo incontro fra gli allevatori e l’Assessore Regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto.
Negli ultimi mesi l’Assessorato Regionale all’Agricoltura, nell’ambito dell’azione di tutela e supporto economico degli allevatori in alpeggio, ha integrato (migliorandolo notevolmente) lo strumento assicurativo, agendo in due direzioni: recupero carcasse degli animali, indennizzi dei capi persi.
Per quanto concerne il primo punto trattasi di una fondamentale integrazione che il contratto assicurativo, fino alla passata stagione, non prevedeva: in caso di sinistro infatti la copertura assicurativa comprenderà la rimozione delle carcasse animali, anche e soprattutto nei casi in cui sia necessario, per le peculiarità dell’area geografica, l’intervento di mezzi aerei o strumentazioni speciali.
Migliorie sono state apportate anche nell’ambito della tutela degli allevatori dalle predazioni del lupo, fenomeno in netta crescita: lo strumento assicurativo prevede indennizzi per i capi deceduti in seguito ad attacco (il valore di ogni animale sarà oggetto di valutazione tenendo quale riferimento il bollettino Ismea); le misure di indennizzo previste non riguardano esclusivamente gli animali morti per conseguenza diretta della predazione, ma anche i capi andati dispersi a seguito dell’azione del lupo.
Fondamentale inoltre sottolineare che non vi sarà differenziazione tra lupo e canide nel momento in cui si valutano i danni subiti dal gregge e i possibili indennizzi: in entrambe le casistiche di attacco la polizza interverrà per sopperire alle perdite dell’allevatore.
Assessore Regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto: “L’Assessorato all’Agricoltura non si è limitato a pagare il contributo sulla polizza Cosman, ma ha provveduto ad un netto miglioramento dello strumento, anche e soprattutto sulla base delle esperienze passate e delle istanze presentate dagli allevatori in occasione di incontri sul territorio.
Ritengo che il lavoro non sia ancora ultimato, abbiamo però dato inizio ad un percorso in cui sono già evidenti l’alleggerimento del carico burocratico, la semplificazione delle pratiche ed una maggiore tutela di chi vive la montagna per lavorarci.
Con questo inizio abbiamo voluto inviare un importante messaggio: probabilmente per la prima volta negli ultimi anni la Regione sta dimostrando di agire davvero ponendo in primo piano il lavoro dei pastori e le preziose attività connesse.
8 maggio 2012
Sospensiva disciplinare Moscato Docg: la Regione condivide il ricorso al Tar della Produttori Moscato
L’Associazione Produttori Moscato di Asti, attraverso l’azione dei suoi legali rappresentanti, il giorno 4 maggio 2012 ha proceduto alla presentazione di ricorso incidentale presso il Tar del Lazio, richiedendo la revoca dell’ordinanza cautelare attraverso la quale è stata decretata la sospensione del Disciplinare di produzione dell’Asti.
La richiesta avanzata si basa, è vero, su elementi già agli atti, ma che letti con una scansione logica temporale ben definita consentono di inquadrare e contestualizzare sotto una nuova luce la problematica dell’inserimento del Comune di Asti nel Disciplinare, chiarendone inequivocabilmente gli aspetti in discussione.
Il Tar del Lazio ha valutato positivamente l’istanza presentata dall’Associazione Produttori Moscato, predisponendo già per il giorno 30 maggio 2012 l’udienza per trattare la tematica.
Assessore Regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto: “Reputo del tutto legittima l’istanza presentata dall’Associazione Produttori Moscato di Asti, condivido appieno principi e termini della richiesta avanzata. L’Assessorato Regionale all’Agricoltura rileva inoltre con grande piacere che il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha voluto predisporre in tempi brevissimi la seduta utile per valutare gli elementi oggetto dell’istanza dell’Associazione Produttori. Tale circostanza denota dunque la validità dei presupposti portati all’attenzione.
Ribadisco nuovamente la ferma posizione della Regione Piemonte in questa circostanza, la scelta di lasciar fuori il Comune di Asti dalla zona di produzione è stata presa seguendo un percorso legale all’interno dell’unico organo legittimato moralmente a farlo: la commissione paritetica”.
7 maggio 2012
Il Piemonte Agroalimentare al Cibus di Parma
Sono circa un centinaio gli espositori piemontesi, rappresentanti cooperative agricole, aziende artigianali agroalimentari, imprese agroindustriali, che partecipano alla 16° edizione di “Cibus”, una delle più importanti fiere agroalimentari internazionali, in programma a Parma dal 7 al 10 Maggio 2012. Una fiera con 2400 espositori, dove sono previsti 60.000 visitatori professionali tra cui 1.000 buyer in arrivo da 70 Nazioni.
Come rilevato dall’Assessore all’Agricoltura Regione Piemonte tale partecipazione è una testimonianza dei grandi valori espressi dal sistema agroalimentare piemontese che rappresenta, tra l’altro, circa 200 società cooperative agricole, 4.000 aziende artigianali agroalimentari, 5.800 imprese agroindustriali con 30.000 addetti, e con un fatturato complessivo di quasi 12 miliardi di euro (il 10% di quello nazionale), con un valore dell’ export di 3,7 miliardi di euro (il 16% dell’export nazionale agroalimentare e l’8% dell’export totale del Piemonte).”
L’Assessore ringrazia l’Assopiemonte Dop-Igp, presente in fiera con i Consorzi di tutela dei formaggi DOP Piemontesi (Bra, Castelmagno, Murazzano, Robiola di Roccaverano, Raschera, Toma Piemontese) e con un gruppo di aziende lattiero casearie, che ha promosso, in collaborazione con l’Assessorato Regionale all’Agricoltura e con il Consorzio Piemonte Land of Perfection, il programma “Incontra e degusta il Piemonte”. Un programma, che nei quattro giorni di fiera, prevede la presentazione e degustazione guidata delle eccellenze agroalimentari espressione dei diversi territori del Piemonte: i formaggi Dop, la Nocciola Piemonte Igp, il Marrone della Valle di Susa IGP, la carne della bovina Piemontese, una serie di Prodotti Agroalimentari Tradizionali come il Porro di Cervere, il Miele Biellese, la Toma del Lait Brusc, il formaggio Ossolano, il Salame Nobile del Giarolo, le Fragole di Peveragno.
Un modo, questo, per far conoscere ai visitatori di Cibus il Piemonte con le sue eccellenze agroalimentari e il loro contesto produttivo e territoriale.
3 maggio 2012
Caccia: il referendum non si farà, risparmiati oltre 20 milioni di euro. Si lavorerà per una legge venatoria moderna
Una soluzione di buonsenso che pone fine a 25 anni di burocrazia e battaglie, un’alternativa valida per evitare di spendere oltre 20 milioni di euro di fondi pubblici (cifra necessaria per effettuare il referendum), somma che potrà essere dirottata sul settore sociale.
Questo pomeriggio il Consiglio Regionale ha votato a maggioranza un apposito emendamento presentato dall’Assessore Regionale all’Agricoltura, Caccia e Pesca, Claudio Sacchetto, documento che prevede l’abrogazione della Legge regionale 70/1996 e il conseguente decadimento della consulta referendaria.
L’Assessore regionale all’Agricoltura, Claudio Sacchetto, si dice soddisfatto del risultato ottenuto per differenti motivazioni: “Innanzitutto per un risparmio di oltre 20 milioni di euro in un periodo economicamente delicatissimo, risorse che potranno essere destinate al settore sociale. In secondo luogo perchè dopo 16 anni dall’approvazione, la Legge Regionale 1996 non è più adeguata ai cambiamenti nel frattempo intercorsi: mutamento delle condizioni in cui si esercita la caccia, cambiamento della fauna, del territorio e delle attività condotte sullo stesso. È necessaria e indispensabile una legge nuova, moderna, che da un lato concepisca la caccia in tutte le sue sfumature (obiettivi, potenzialità, funzionalità per il territorio) e dall’altra allinei la normativa piemontese a quella delle Regioni confinanti, realtà ancora molto lontane dalla nostra.
I cacciatori non devono in alcun modo essere additati quale pericolo da contenere, al contrario sono persone per bene, onesti cittadini che possono essere importante risorsa per il territorio svolgendo la loro preziosa attività nel solco delle norme previste dall’Unione Europea e dallo Stato.”
In merito alla sovraesposizione mediatica della tematica venatoria sui principali organi di informazione, l’Assessore aggiunge: “In questi anni, con particolare intensità negli ultimi mesi, sono state diffuse informazioni errate e accuse false, volontariamente distorte.
L’abrogazione della legge 70/96 è stata definita una strategia avventata che lascerebbe il Piemonte, in ambito venatorio, in una situazione di vuoto legislativo: tale informazione è errata in quanto fino ad approvazione della nuova legge, vige la normativa nazionale, vale a dire la 157/92. Ancora, l’abrogazione è stata additata quale provvedimento di dubbia legittimità: al contrario la possibilità di far decadere una legge è una possibilità giuridicamente prevista e legittima.
Negli ultimi mesi è giunta addirittura l’accusa di voler attentare al regolare processo democratico: riconosciuto e mai messo in discussione il valore dello strumento referendario all’interno della vita democratica, ricordo che la democrazia indiretta, al pari (e non meno) di quella diretta, va tutelata e protetta: dunque, da rappresentante regolarmente eletto dai cittadini, è giusto che possa lavorare e compiere delle scelte.
Infine pesanti e gratuite critiche sono giunte affermando la volontà di sovvertire la tutela dell’ambiente: innanzitutto il cacciatore, insieme all’agricoltore, è il primo attento guardiano del territorio. In seconda istanza, non bisogna mai dimenticare che, alla sempre più grave emergenza di danneggiamento delle colture a seguito della eccessiva proliferazione di fauna selvatica, è necessario porre un freno: solo con la sinergia fra mondo venatorio ed agricoltura si può intraprendere un percorso virtuoso e bilanciato.
Troppo spesso le accuse sono state mosse da cittadini poco vicini al mondo agricolo, persone non consapevoli del necessario equilibrio sul quale deve basarsi la convivenza tra uomo e animale. Un’ultima considerazione: la stragrande maggioranza dei piemontesi non comprende e continuerà a non comprendere perché una sparuta minoranza, i promotori referendari, continui a voler ad ogni costo far spendere dei soldi inutilmente alla popolazione slegandosi completamente dalla realtà e dalle priorità ad essa legata.
Questo obiettivo raggiunto è il risultato di un intenso lavoro operato con il Presidente della Regione Roberto Cota unitamente alla Maggioranza con un fine comune: risparmiare risorse pubbliche per oltre 20 milioni di euro”.
3 maggio 2012
Eventi calamitosi 2011: nuove risorse per oltre 10 milioni dalla Regione
Prosegue il programma regionale di finanziamenti a beneficio dei territori piemontesi colpiti dagli eventi atmosferici eccezionali registratisi nei mesi di marzo e novembre 2011. Il Governatore della Regione Piemonte, in veste di Commissario Delegato per il superamento dell’emergenza, ha approvato il secondo programma di stralcio di intervento, che fa seguito agli stanziamenti già erogati a febbraio. Le risorse andranno direttamente alle aree colpite per affrontare in tempi utili interventi di rifacimento o ristrutturazione di infrastrutture pubbliche, opere di difesa del suolo e opere infrastrutturali di competenza comunale.
Un totale di 10.532.722,05 euro distribuiti sul territorio piemontese, più precisamente 7.957.756,52 euro per gli interventi dei Comuni, delle Comunità Montane e dei Consorzi, 2.574.965,53 euro alle Amministrazioni provinciali.
Nello specifico, al Cuneese, saranno destinate risorse per 1.857.451,4 euro, di cui 1.252.485,87 ai Comuni, Comunità Montane e Consorzi e 604.965,53 euro all’Amministrazione provinciale.
Assessore Regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto: “Nel giro di pochi mesi la Giunta Regionale ha saputo affrontare di petto la situazione e garantire alle aree del territorio maggiormente colpite dagli eventi calamitosi un sostegno tangibile: un contributo puntuale, vero, fondamentale per poter intervenire su strutture indispensabili alla collettività, a partire da un buon numero di assi viari seriamente danneggiati. Il 29 febbraio la prima risposta, oggi un altro chiaro segnale della vicinanza regionale ai cittadini piemontesi. A provvedimenti come questo si fa riferimento quando si parla di un Governo Regionale che guarda ai fatti e non alle parole”.
“Nel 2011 precipitazioni particolarmente intense hanno interessato il nostro territorio provocando esondazioni, frane e smottamenti in molti Comuni già provati da alluvioni precedenti . La Giunta Cota – ha commentato il Consigliere Regionale Federico Gregorio- si è mobilitata con tutti gli strumenti a disposizione per intervenire in modo efficace sulle criticità emerse, nonostante il momento di estrema difficoltà economica che la Regione Piemonte sta affrontando. Con questa ulteriore tranche di contributi abbiamo onorato un preciso impegno che ci siamo presi a fronte di una situazione altrimenti insostenibile per i nostri cittadini”.
19 aprile 2012
Riforma Pac: il parere della Corte dei Conti UE conferma osservazioni del Piemonte
Le critiche mosse dalla Corte dei Conti europea in merito alla riforma Pac incarnano quelle che sono state le preoccupazioni manifestate da tutto il mondo agricolo negli ultimi mesi a questa parte.
Anche l’Assessorato Regionale piemontese all’agricoltura non ha mancato di sottolineare in più occasioni le sostanziali mancanze e le parti migliorabili del progetto di Politica Agricola Comune presentata dalla Commissione Europea nell’ottobre 2011.
La Corte dei Conti ha portato alla luce problemi strutturali importanti emergenti dall’analisi del documento, osservazioni condivisibili e costruttive: l’impianto della futura Pac presenta una complessità decisamente preoccupante, rischia di non direzionare le risorse in modo chiaro e certo agli agricoltori realmente attivi sul territorio, gli obiettivi dei pagamenti diretti non sono specificati, delimita in modo confusionario la questione del greening e, infine, la struttura della Pac è eccessivamente orientata sul controllo della spesa, per la quale dedica norme e risorse, lasciando in disparte importanti obiettivi che dovrebbero al contrario essere alla base della Politica Agricola Comune.
L’Assessore Regionale all’Agricoltura condivide appieno la relazione della Corte dei Conti europea. La Politica Agricola Comune deve porre al centro dei propri obiettivi altre questioni strutturali indispensabili: l’aumento della produttività, la realizzazione di un mercato funzionale ed equo tra i vari Paesi, la garanzia di un reddito dignitoso per i singoli agricoltori, la realizzazione di uno strumento rapido per affrontare le emergenze, la semplificazione dei procedimenti, l’inserimento nel mondo rurale delle nuove generazioni di agricoltori.
L’Assessorato Regionale continuerà a monitorare le tappe che porteranno alla definizione della nuova Pac, proporrà modifiche, migliorie, basandosi sempre e solo sulle reali esigenze del comparto primario emergenti dalle testimonianze del territorio. È necessario un documento meno complesso e maggiormente focalizzato su quelle che sono le sfide fondamentali dell’agricoltura del futuro.
Il parere della Corte dei Conti europea rappresenta un buon punto di partenza per rielaborare nella giusta direzione la nuova Pac.
18 aprile 2012
Imu: ok gli emendamenti, ma così non basta. Imposte ancora troppo elevate per l’agricoltura
Gli emendamenti al decreto fiscale 16/2012, concernenti il carico dell’imu gravante sul mondo agricolo, sono stati approvati grazie al continuo lavoro di monitoraggio e sollecitazione portato avanti da Regioni e Organizzazioni agricole.
Il risultato raggiunto si traduce nell’aver bloccato a 224 milioni l’ammontare complessivo di imu agricola da versare allo Stato (135 milioni per i fabbricati rurali a uso strumentale e 89 milioni per i terreni). Altri due aspetti non vanno inoltre sottovalutati: il fatto di poter proseguire nell’abbassamento dell’aliquota nel caso l’incasso superi i 224 milioni pattuiti e l’allargamento dei Comuni montani ai quali sarà garantita l’esenzione dall’imu.
L’Assessorato Regionale all’Agricoltura piemontese considera positivi gli emendamenti approvati fino a questo momento: la limitazione del tetto dell’imu complessiva da versare, l’allargamento delle aree montane esenti, la possibilità di rivedere al ribasso le aliquote. Significa che i numeri e le argomentazioni presentate al Mipaaf da parte di Regioni e Organizzazioni agricole evidentemente erano fondate e veritiere.
Preso atto di questi primi importanti risultati, l’Assessore però non può considerarsi soddisfatto nel complesso e, soprattutto, non si può dire terminata l’azione di dibattito con il Mipaaf da parte del Piemonte per rivedere l’intero sistema di tassazione sul mondo rurale: il carico di imposte sul settore primario continua a rimanere eccessivo, i costi di produzione sono al limite del proibitivo e di questo passo si rischia di schiacciare l’attività di migliaia di aziende. Non è accettabile che le tasse vadano a colpire per primi e in modo indiscriminato i lavoratori agricoli. Le Regioni in questi ultimi mesi hanno lavorato intensamente in questo senso: discussioni, tavoli di dialogo, civile opposizione, avanzato proposte, analizzato dati. Si continuerà su questa strada con impegno e tenacia per garantire agli agricoltori di poter lavorare serenamente senza essere oppressi dalle spese.
17 aprile 2012
Dall’Assessorato Regionale importanti provvedimenti per agricoltori e allevatori
Nel corso dell’ultima seduta di Giunta Regionale sono stati approvati importanti provvedimenti per il mondo agricolo.
Il primo rilevante documento riguarda modifiche al Programma regionale “Piano Verde”, strumento utile per la realizzazione di investimenti materiali in agricoltura e, a partire da quest’anno, per la conduzione aziendale. Le variazioni consistono nell’innalzamento al 4% del contributo massimo negli interessi a carico della Regione Piemonte su prestiti per la conduzione aziendale contratti da aziende agricole che hanno subito danni da calamità naturali. Inoltre, a favore di tali aziende, si prevede di riservare somme in modo da garantire prioritariamente il rinnovo delle relative operazioni di credito di conduzione per almeno due anni successivi.
È stato approvato in seguito il Piano Regionale di intervento a sostegno dei costi per la difesa del bestiame dalle predazioni di canidi sui pascoli collinari e montani. Gli attacchi accertati nel corso del 2011 hanno evidenziato la necessità di un rafforzamento delle misure di prevenzione per il 2012. Per l’attuazione del piano sono stati stanziati, a favore degli allevatori, un totale di 287 mila euro.
Infine è stato dato mandato per la predisposizione e approvazione del bando per la presentazione di domande di aiuto sulla misura 215 “Pagamenti per il benessere animale” per l’anno 2012. Stabiliti i criteri si selezione e ammissibilità per la definizione della graduatoria delle domande, sarà stanziato per la copertura del bando un importo di euro 1.302.779. Prevista la predisposizione di due graduatorie, una per gli allevamenti di bovini di carne e una per gli allevamenti di suini.
Da parte dell’Assessore Regionale all’Agricoltura vi è la massima soddisfazione per i risultati conseguiti in sede di Giunta: la politica agricola dell’Assessorato, pur in condizione di risorse decisamente limitata rispetto alle legislature passate, rimane vivace e funzionale, riesce a mantenere alto il livello di attività e provvedimenti di sostegno nei confronti di agricoltori e allevatori piemontesi. Attraverso le modifiche al “Piano Verde” è stato reso ancora più efficace un importante strumento di finanziamento potenziandone il contributo massimo negli interessi. Indispensabile inoltre anche il Piano per la difesa degli allevamenti dalle predazioni, soprattutto alla luce dei notevoli attacchi accertati nella scorsa stagione. Infine un concreto passo avanti nella predisposizione del bando per la Misura 215 del Psr, “Pagamenti per il benessere animale”. Provvedimenti con un solo e unico obiettivo: l’aiuto e il sostegno diretto agli agricoltori piemontesi.
11 aprile 2012
Nuove risorse per Enoteche Regionali e Botteghe del vino
La Giunta Regionale ha approvato lo stanziamento di 300.000 euro a sostegno delle Enoteche Regionali e Botteghe del vino per le loro spese di attività e di funzionamento dell’anno 2011.
Si tratta di un sistema oggi costituito da ben 14 Enoteche Regionali e 34 Botteghe del vino – Cantine Comunali, distribuite sui territori del vino di Langhe, Roero, Monferrato e dell’Alto Piemonte, che svolgono da anni una importante attività di promozione dei vini e dei relativi territori di riferimento, senza tralasciare la preziosa funzione di accoglienza e informazione dei sempre più numerosi turisti del vino e della enogastronomia. Una realtà di cui fanno parte 4.300 produttori, che coinvolge 200 Comuni e che accoglie annualmente circa 1 milione di turisti visitatori, metà dei quali sono stranieri.
Come sostenuto dall’Assessore Regionale all’Agricoltura, nella gravità della situazione finanziaria e per le scarse risorse pubbliche, è stato compiuto uno sforzo straordinario ed eccezionale a sostegno delle Enoteche Regionali; un aiuto che potrà consentire a tali strutture di colmare il deficit del bilancio 2011 e di affrontare con maggiore serenità il prossimo futuro, adottando nuove strategie che ne rilancino il ruolo, attraverso una razionalizzazione delle spese e delle attività, un aumento delle capacità di autofinanziamento e un maggiore coinvolgimento del mondo produttivo agricolo e vitivinicolo, in particolare dei Consorzi di tutela dei vini.
Su tale percorso non mancherà l’ausilio e il sostegno della Regione Piemonte, per fare in modo che tali strutture gravino sempre meno sul finanziamento pubblico e sviluppino sempre più il loro ruolo attivo nella promozione del vino e nelle funzioni di servizio al mondo produttivo piemontese.
Nelle settimane scorse inoltre, con la Determinazione Dirigenziale n. 115 del 20/02/2012 e la Determinazione Dirigenziale n. 267 del 29/03/2012 (proroga scadenza) si sono aperti i termini di presentazione delle domande relative alla misura 133 del PSR 2007-2013 "Attività di informazione e promozione riguardo ai prodotti che rientrano nei sistemi di qualità alimentare".
Con tale misura si finanzieranno anche i progetti di promozione delle produzioni di qualità certificate doc/docg dei Consorzi di tutela in collaborazione con le Enoteche Regionali.
Complessivamente, a favore della misura (doc/docg, dop/igp, biologico) sono stati stanziati 9 milioni di euro.
Termine di scadenza per la presentazione delle domande è il 30 aprile 2012. I progetti finanziabili riguardano attività da realizzare dalla data di apertura del bando al 30 giugno 2013.
3 aprile 2012
Imu: emendamenti non sufficienti. Con questi presupposti si condanna l’agricoltura
In questi giorni le Commissioni Bilancio e Finanze del Senato si sono pronunciate -mediante votazione- sulle ipotesi di modifica all’applicazione dell’imu nell’ambito del comparto agricolo, proposte contenute nell’emendamento al decreto fiscale. Tra le altre modifiche in esame sono state prese in considerazione la riduzione sulla quota di acconto al 30% (precedentemente l’acconto era al 50%) e l’esenzione dell’Imu per i fabbricati di natura agricola ubicati in aree di montagna superiori ai 1000 metri.
L’Assessorato Regionale all’Agricoltura della Regione Piemonte, impegnato fin dall’inizio in una determinata opposizione all’attuale sistema di pagamento Imu, non può definirsi minimamente soddisfatto, in quanto continua l’incomprensibile ostinazione a voler tassare dei beni che servono agli agricoltori per poter lavorare, per produrre e condurre quotidianamente la propria attività. Dalla lettura della situazione venutasi a creare emerge un solo aspetto vagamente positivo, vale a dire un -seppur minimale e ininfluente- cambio di atteggiamento del Governo nei confronti delle numerosissime istanze presentate dal mondo agricolo, ma così non basta. L’esecutivo continua ad essere sordo nei confronti delle segnalazioni che da mesi l’Assessorato piemontese avanza: l’agricoltura rischia seriamente di collassare e questo pericolo non è irrilevante per l’intero sistema economico del Paese. La Regione Piemonte, in linea con gli appelli delle altre Regioni e delle Organizzazioni agricole, ha illustrato più volte le drammatiche ripercussioni sul comparto rurale dovute all’applicazione dell’imposta municipale in questi termini.
Gli emendamenti odierni hanno valore solo ed esclusivamente se rappresentano un primo passo verso una revisione complessiva del sistema di tassazione altrimenti il comparto agricolo, con il Piemonte in prima linea, farà sentire la propria voce.
2 aprile 2012
Problema siccità: il territorio paga la mancanza di grandi bacini artificiali
La primavera per quanto riguarda le attività del settore agricolo non è cominciata nel migliore dei modi: le calde temperature hanno indubbiamente dato un’accelerata importante all’avanzamento della fioritura e della crescita di piante e colture, ma i nuovi record di caldo hanno allo stesso tempo accentuato in modo evidente il problema della siccità.
In primis a lamentare la mancanza di acqua è l’intero comparto della risicoltura, ma la problematica sta coinvolgendo l’intero settore rurale più in generale, facendo presagire situazioni poco rosee per i mesi a venire, quando le temperature incrementeranno ulteriormente.
Assessore Regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto: “Siamo solo ad aprile ma il problema della siccità comincia già a farsi avvertire, in particolare per le aziende concentrate sulla coltivazione di riso e mais, ma il problema coinvolge l’intero comparto. Queste sono le conseguenze, naturalmente, di un periodo in cui le temperature registrate sono più alte della media, ma la problematica va ricondotta anche alla carenza di bacini artificiali: nel nostro Paese l’edificazione delle grandi opere è ostacolata con ostinazione, si sviluppa una dialettica spesso sterile che impedisce la regolare realizzazione delle infrastrutture fondamentali per il territorio e le conseguenze sono spesso gravi.
Allo stato attuale siamo costretti a confidare nelle precipitazioni previste per la settimana che conduce alla festività pasquale. Il territorio dovrebbe però poter contare su un sistema di bacini ben gestiti, piuttosto che riporre la speranza nelle piogge”.
19 marzo 2012
Il Piemonte alla 46a edizione di Vinitaly
La partecipazione del Piemonte al Vinitaly di Verona ha una lunghissima tradizione e costituisce una delle più importanti iniziative di promozione e di marketing dei produttori e delle istituzioni piemontesi.
Si tratta,infatti, di una delle più importanti fiere internazionali del comparto, con i suoi 4.300 espositori, 150.000 visitatori, di cui 50.000 operatori, provenienti da 114 nazioni; e 2.500 giornalisti, provenienti da 140 nazioni.
Una fiera di grande importanza per il Piemonte, soprattutto per il mercato estero: basti pensare che il Piemonte esporta circa il 60% dei propri vini, per un valore che nel 2010 è stato di 1.176 milioni di euro e che nel 2011 si stima in circa 1.300 milioni di euro; valori che rappresentano circa il 32% dell’export agroalimentare piemontese e circa il 16% dell’export nazionale di vino.
Anche in questa 46° edizione,dunque, risulta forte e qualificata la presenza piemontese che comprende oltre 600 espositori, che occupano l’intero padiglione 9, a cui si aggiunge la grande area espositiva del Consorzio di tutela dell’Asti nel padiglione 7b.
Gli espositori piemontesi sono in gran parte singole aziende, alle quali si aggiungono una ventina di Cantine cooperative, 5 Associazioni di produttori, 8 Consorzi di Tutela, organizzazioni economiche e professionali dei produttori e numerosi enti e istituzioni, come le Province di Alessandria, Asti, Novara, Cuneo, Torino
Una partecipazione che in questa edizione si rafforza con l’intervento del nuovo consorzio Piemonte Land of Perfection che affianca la Regione Piemonte e Unioncamere Piemonte nell’organizzazione della presenza dei circa 200 produttori nella area espositiva collettiva, all’interno del padiglione 9, che comprende l’area istituzionale in cui si svolgeranno 25 incontri che rappresentano un piccolo compendio di tutto quello che si fa per tutelare e valorizzare la vitivinicoltura piemontese. Sempre in quest’area è previsto anche uno spazio per presentare e degustare i vini piemontesi, rappresentati da ben 18 DOCG e 42 DOC.
Infine, per la Medaglia Cangrande, conferita ogni anno dalla Fiera di Verona ai benemeriti della vitivinicoltura segnalati dalle Regioni, il designato per il Piemonte è Paolo Rovellotti, produttore di Ghemme in Provincia di Novara, attualmente presidente della Coldiretti Novara e VCO, presidente della Coldiretti Piemonte, e presidente della Camera di Commercio di Novara. Una designazione che rende omaggio al territorio vitivinicolo dell’Alto Piemonte e ad uno dei suoi importanti esponenti, da sempre fortemente impegnato nella difesa e valorizzazione del Piemonte agricolo e vitivinicolo, dimostrato nel suo lavoro nelle organizzazioni economiche e professionali e ancor più in quello di vitivinicoltore e produttore di grandi vini piemontesi.
Assessore Regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto: “Il sistema vino della Regione Piemonte rappresenta un efficiente esempio di professionalità ed eccellenza, frutto non del caso ma, al contrario, della competenza e dell’impegno dei lavoratori appartenenti a questa filiera. Il settore vino negli anni scorsi ha risentito del difficile periodo economico, ma il mercato con il trascorrere del tempo ha dato risposte importanti e il comparto si sta riprendendo decisamente bene. L’arma in più del vino piemontese, non mi stancherò mai di dirlo, è l’altissima qualità del prodotto. Tale eccellenza deve essere portata in Europa e nel mondo intero, e non vi è occasione migliore di un appuntamento quale il Vinitaly. Il Piemonte conosce il suo vino e crede fortemente nella promozione, per questo negli anni ha sempre assicurato il proprio sostegno per la partecipazione alla rassegna internazionale di Verona. Proprio su questo punto è importante la scesa in campo al nostro fianco del nuovo consorzio Piemonte Land of Perfection, importante soggetto attraverso il quale miglioriamo notevolmente l’aspetto promozionale. I risultati sono sempre stati ottimi, sono sicuro che il vitivinicolo piemontese ripeterà anche quest’anno i successi passati”.
8 marzo 2012
Aumentare accise del vino? Un autogol per l’economia italiana
Nell’ambito della discussione del Decreto legge semplificazioni in sede di Commissione Attività produttive e Affari costituzionali della Camera, un emendamento del Pd prevedeva l’assunzione di circa 10 mila insegnanti -con relativa stabilizzazione per tre anni- da fronteggiare economicamente mediante un aumento delle accise sui prodotti alcolici, tra i quali il vino, per un valore complessivo di 100 milioni di euro.
L’intervento della Commissione Bilancio ha in seguito scongiurato l’approvazione del provvedimento, mettendo in discussione le modalità attraverso le quali sarebbero state aumentate le imposte.
Assessore Regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto: “Tale trovata, perchè solo in questi termini si può definire tale emendamento, mi pare assolutamente fuori da ogni schema logico. Innanzitutto non vi è nessuna correlazione tra i prodotti alcolici e l’assunzione di 10 mila insegnanti, in secondo luogo solo un mese fa dal Ministero è arrivato il secco rifiuto alla proposta piemontese di tassare i cibi spazzatura, adesso si vuole penalizzare il settore vino con nuove accise? Il settore vitivinicolo ha sofferto molto la crisi economica nel 2009, adesso sta reagendo con vigore grazie alle qualità del prodotto, mi pare ovvio che penalizzare tale comparto significherebbe un clamoroso autogol per l’economia italiana in genere, e per quella piemontese in particolare. Infine non va dimenticata, nel momento in cui si fa una proposta di questo tipo, la grande differenza che intercorre tra i super alcolici e un prodotto storico e legato alle tradizioni del territorio quale il vino. Un grande sospiro di sollievo è seguito alla bocciatura dell’emendamento da parte della Commissione Bilancio”.
7 marzo 2012
Danni da gelo: l’Assessore Sacchetto illustra al tavolo operativo i primi provvedimenti
Si è svolto oggi, 7 marzo 2012, presso l’Assessorato Regionale all’Agricoltura, il tavolo operativo con le Organizzazioni agricole e le Organizzazioni dei produttori convocato dall’Assessore Claudio Sacchetto, seduta che ha seguito il primo incontro del 16 febbraio in seguito alle calamità naturali derivanti dalle basse temperature del mese di febbraio.
In quella sede l’Assessorato Regionale, dopo aver reso noto di aver inviato una lettera a Comunità montane e Province per l’inizio dell’iter di raccolta dati nelle aree colpite, si era impegnato ad attivare delle misure a livello regionale e di farsi portavoce delle richieste a livello nazionale (inserire all’ordine del giorno della prima seduta utile la questione, proponendo delle azioni di merito che vanno dalla richiesta di indennizzi, allo sgravio contributivo e fiscale per almeno 2 anni -inps e imu su tutti-, la richiesta di cassa integrazione per i dipendenti fissi, la richiesta di deroga sul regolamento ocm ortofrutta per poter attivare le risorse in maniera più flessibile. Infine la richiesta di attivazione di specifiche misure da parte di Ismea per l’accensione di mutui pluriennali a vantaggio delle imprese interessate).
Oggi l’Assessore Regionale Claudio Sacchetto ha reso noti i primi provvedimenti presi.
A livello regionale:
- è stato attivato il credito di conduzione nell’ambito del Piano Verde 2012 con un intervento del 4% sui tassi di interesse.
- l’Assessore ha incontrato nei giorni scorsi l’ABI regionale concordando l’applicazione della moratoria firmata nelle scorse settimane a Roma con le nuove misure per il credito delle PMI (Obiettivo finale delle misure è quello di garantire la disponibilità di risorse finanziarie alle aziende che pur registrando tensioni presentano comunque prospettive economiche positive).
- sono stati confermati anche per il 2012 i fondi per gli indennizzi alle aziende colpite dalla batteriosi del kiwi dopo il buon esito della gestione sull’anno 2011 che ha visto la soddisfazione completa delle richieste d’aiuto (280 ettari per 2,8 milioni di euro erogati secondo le tempistiche previste nei mesi di gennaio-febbraio 2012).
- è stata inoltre confermata la disponibilità a derogare per il 2012 sull’applicazione della misura 214 del Psr.
A livello nazionale:
- l’Assessorato Regionale si è già mosso facendo approvare le richieste avanzate nel corso della scorsa riunione in sede di Commissione Politiche Agricole e del Ministero garantendo la continuazione dell’impegno di monitoraggio della situazione nelle scorse settimane.
- I tecnici dell’Assessorato hanno reso noto che il Ministero dovrebbe garantire l’attivazione del Fondo di Solidarietà Nazionale consentendo l’attivazione di risorse altrimenti indisponibili.
Assessore Regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto: “Credo che in queste settimane sia stato svolto un buon lavoro, in primo luogo sulle materie di nostra competenza con l’attivazione di strumenti quali il credito di conduzione nell’ambito del Piano Verde 2012, la conferma degli indennizzi per la batteriosi del kiwi per l’anno in corso e l’impegno di deroga sulle misure agroambientali. Anche a livello nazionale ci siamo mossi e lo continueremo a fare per ottenere le misure richieste nella scorsa seduta del tavolo. Ci auguriamo con questo impegno di poter ridurre, almeno in parte, i forti disagi in capo alle aziende colpite”.
1° marzo 2012
Dal Governo dell’”equità” nessuno sconto all’agricoltura: l’IMU rappresenta un salasso difficilmente affrontabile
Nel corso dell’audiozione in Commissione Agricoltura, il Sottosegretario all’economia Vieri Ceriani, ha rimarcato ancora una volta la linea del Governo Monti, convinta nel voler continuare su una strada -quella della tassazione vigorosa su fabbricati rurali e terreni- che porterà inevitabilmente al collasso del comparto primario.
L’apertura di un tavolo di confronto con le organizzazioni agricole si specchia, d’altro canto, con una posizione governativa ferma alle proprie (errate) convinzioni e non disponibile a un alleggerimento dell’impianto di tassazione preannunciato.
Assessore Regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto: “Il Governo ha nuovamente dato prova, in sede di Commissione Agricoltura, di non voler in alcun modo venire incontro a un settore economico di rilevanza primaria a livello nazionale. L’agricoltura e gli agricoltori non vogliono in alcun modo esentarsi dalle proprie responsabilità derivanti da un periodo di crisi globale del Paese che richiede il contributo di tutti, ma non accettano di essere oggetto di accanimento ingiustificato. Il Governo fino a questo momento ha dimostrato di dare ragione a chi grida più forte, le categorie che negli scorsi mesi hanno risposto con proteste mediatiche e rumorose sono state accontentate. Il comparto agricoltura, nella sua sobrietà, ha incontrato sul suo cammino sordi interlocutori. E pensare che “equità” è stata la parola d’ordine con la quale questo esecutivo si è presentato.
A Roma non hanno ancora compreso che con questo programma di imposte ingiuste l’agricoltura non può reggere, molte aziende rischiano seriamente di collassare, e l’unico modo per evitare il peggio, sarà la chiusura. L’agricoltura è fondamentale per l’economia italiana, il settore merita un altro trattamento. Speriamo il Ministro Catania possa cambiare l’impostazione del Governo, l’Assessorato piemontese continuerà tenace, con tutti gli strumenti a disposizione e in tutte le sedi, nel suo percorso volto a dare dignità al settore rurale”.
29 febbraio 2012
Finanziamenti Eventi Atmosferici Marzo 2011
E’ stato approvato con ordinanza del presidente della Regione, Roberto Cota, nella sua qualità di commissario delegato per il superamento dell’emergenza, il primo programma stralcio di finanziamento delle opere di competenza regionali conseguenti agli eventi atmosferici che hanno interessato il Piemonte nel mese di marzo 2011, che ha un valore complessivo di 40 milioni e mezzo di euro. Per le opere di competenza dei Comuni e delle Comunità montane i finanziamenti ammontano a 18 milioni e 222mila euro, per le quelle di competenza delle Province a 22 milioni e 235mila Euro.
24 febbraio 2012
Danni da gelo: il Piemonte chiede alla Commissione Politiche Agricole interventi agili e tempestivi nei confronti del Governo
Ieri, giovedì 23 febbraio, in sede di Commissione Politiche Agricole a Roma, i rappresentanti delle diverse Regioni hanno portato sul tavolo le conseguenze che gravano sul comparto agricolo, in particolare sul settore ortofrutticolo, a seguito del grande freddo di alcune settimane fa.
Il Piemonte ha contribuito attivamente al dibattito, condividendo la necessità di avviare i procedimenti tempestivamente per affrontare in modo immediato la problematica e portando le riflessioni emerse al tavolo regionale della scorsa settimana (indennizzi, sgravi contributivi e fiscali per almeno 2 anni -inps e imu su tutti- la richiesta di cassa integrazione per i dipendenti fissi, la richiesta di deroga sul regolamento ocm ortofrutta per poter, stante la situazione molto particolare, attivare le risorse in maniera più flessibile. Infine la richiesta di attivazione di specifiche misure da parte di Ismea per l’accensione di mutui pluriennali a vantaggio delle imprese interessate).
Anche se allo stato attuale la reale portata delle conseguenze in seguito alle rigide temperature è solo ipotizzabile, la linea di pensiero approvata e portata avanti in sede di Commissione condivide la necessità di non attendere le verifiche definitive sul campo, al contrario è necessario muoversi in tempo per intervenire con strumenti di risposta idonei.
La Commissione elaborerà dunque una nota da recapitare al Ministro Mario Catania, portando all’attenzione i temi dibattuti.
Assessore Regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto: “Adesso è ancora troppo presto per fornire dati esatti e riconoscere la reale entità dei danni subiti dalle colture. Sarebbe però un errore grave, questa la linea portata avanti dal Piemonte, attendere tre-quattro settimane prima di attivare gli strumenti utili ad affrontare la situazione. È necessario informare subito Ministro e Governo su quelli che potrebbero essere i risvolti negativi di una gelata eccezionale, prevedere il ricorso ad aiuti sia di livello nazionale che comunitario e soprattutto riconoscere all’emergenza in corso un carattere di straordinarietà, in modo da attivare e garantire interventi a favore degli agricoltori altrettanto straordinari. Quello che il Piemonte vuole evitare è la mancanza di un meccanismo efficiente di sostegno al comparto ortofrutticolo al momento del bisogno, proprio come si verificò nel caso dell’emergenza escherichia coli dello scorso anno. È opportuno prevedere, anche a livello europeo, aiuti agili e snelli”.
21 febbraio 2012
Redditometro: una prima fondamentale sentenza distingue cavalli “da equitazione” e “da affezione”
La Commissione Tributaria provinciale di Asti, mediante la sentenza dello scorso gennaio, ha dato luogo a una pronuncia di rilevanza fondamentale per la razionalizzazione funzionale del sistema di calcolo redditometrico attualmente in vigore, differenziando in modo chiaro i coefficienti ministeriali utili per la determinazione del reddito.
La sentenza n. 6/12/12 della C.T. astigiana ha infatti stabilito che un contribuente in possesso di due semplici cavalli da passeggiata non è tenuto, come invece sarebbe stato rilevato dai precedenti controlli dell’Agenzia delle Entrate, a dichiarare una maggiore capacità contributiva legata alla gestione degli animali .
Dunque i Giudici hanno constatato la reale e concreta differenza tra l’attività (e i costi) di mantenimento di equini destinati alle competizioni sportive -animali di alto valore e necessitanti di trattamento specializzato- dai cavalli considerati da passeggiata o affezione, con costi di cura estremamente limitati.
Assessore Regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto: “Aveva fatto giustamente discutere già lo scorso anno il fatto che il possesso di uno o più cavalli potesse incidere sul calcolo redditometrico, in quanto tutti gli equini, senza distinzione di razza o tipologia di utilizzo, venivano considerati dall’Agenzia delle Entrate come beni di lusso. Giusto controllare i professionisti che con il proprio cavallo, e l’attività sportiva ad esso connesso, lucrano. Ma secondo la disciplina vigente, anche il singolo appassionato proprietario di un paio di animali, mantenuti con poco fieno e qualche cura “gratuita”, avrebbe dovuto dichiarare un reddito conforme al possesso degli stessi. La sentenza della Commissione Tributaria di Asti rappresenta un precedente importante che potrebbe portare un po’ di serenità nel mondo degli appasionati di cavalli: l’interpretazione dei giudici infatti ha stabilito come i coefficienti ministeriali alla base del redditometro facciano riferimento ai cosiddetti “cavalli da equitazione”, dunque destinati all’attività sportiva, costosi nel mantenimento, trasporto e addestramento. Una sentenza razionale, che corregge un sistema redditometrico altrimenti ciecamente penalizzante, soprattutto di quegli appassionati per la maggior parte dei casi proprietari di animali non cavalcabili o impiegati solo per passeggiate”.
17 febbraio 2012
Accordo di scambio Ue-Marocco: decisione preoccupante e dannosa per il nostro comparto agricolo
Il Parlamento Europeo, nella giornata di giovedì 16 febbraio, ha approvato un provvedimento che prevede un’intesa con il Marocco per la liberalizzazione degli scambi, specie in entrata, di una consistente parte dei prodotti agricoli tra l’Ue e la Nazione Marocchina stessa.
Considerato che tra i Paesi del Maghreb il Marocco rappresenta il principale soggetto di esportazione di frutta e verdura fresche, la decisione presa ieri in sede parlamentare desta non poche preoccupazioni in ottica di un rilancio del comparto ortofrutticolo italiano.
Assessore Regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto: “L’accordo di libero scambio con il Marocco rappresenta un vero e proprio autogol, una dura batosta, nei confronti delle nostre aziende agricole: tariffe doganali limitate se non azzerate, con il timore che si possa giungere a un libero scambio definitivo. In un periodo di particolare difficoltà a livello economico, ultimamente anche meteorologico nello specifico per l’Italia, un’intesa che mira di fondo ad avvantaggiare solo un Paese extra Ue a totale ed esplicito svantaggio degli Stati comunitari, mi sembra decisamente fuori luogo: inoltre è davanti agli occhi di tutti come l’approvazione di ieri in Parlamento Ue risponda esclusivamente agli interessi delle produzioni continentali europee, rappresentando al contrario uno schiaffo nei confronti dei Paesi agricoli Mediterranei, in primo luogo l’Italia. Ma tale aspetto è stato volutamente ignorato.
Un vero e proprio colpo basso al comparto ortofrutticolo italiano il quale dovrà fare i conti con una concorrenza spietata causata dalla possibile invasione sul mercato di prodotti ortofrutticoli provenienti dal Marocco. Una decisione, quella del Parlamento Europeo, che può dirsi avventata e contro il bene degli agricoltori. Credo che non si debba confondere lo spirito del libero mercato con una completa deregolamentazione delle regole sul libero scambio fra Paesi e realtà profondamente diversi in materia di rapporti interprofessionali e quindi di costi di produzione. Vorrei una volta per tutte sapere perchè l’Unione Europea applica il liberismoortodosso soltanto in agricoltura e decisamente meno in altri settori. Al contrario ritengo sarebbe necessario implementare o introdurre le soglie di dazi onde evitare di soccombere sull’altare del libero scambio che in realtà viene applicato solo dall’Europa in quanto anche altri grandi Paesi come gli Stati Uniti ed il Giappone applicano forme di parziale protezione delle loro produzioni. Il libero mercato o è uguale per tutti o non è ”.
17 febbraio 2012
Danni da gelo: in Regione tavolo operativo convocato dall’Assessorato all’Agricoltura
Si è svolto ieri, 16 febbraio, presso l’Assessorato Regionale all’Agricoltura, un tavolo con le organizzazioni agricole e le organizzazioni dei produttori convocato dall’Assessore Regionale Claudio Sacchetto per condividere ed individuare le strategie da adottare per ottenere lo stato di calamità naturale dal Governo a seguito delle gelate delle settimane scorse, conseguenti alle basse temperature che rischiano di compromettere le produzioni ortofrutticole, in particolare kiwi, albicocche e pesche, non solo per l’anno in corso, ma anche per le stagioni successive.
Il tavolo segue l’inizio del percorso avviato già la settimana scorsa dall’Assessorato che aveva inviato una lettera a Province e Comunità montane sollecitando la raccolta di segnalazioni da parte dei comuni per meglio consentire una rapida delimitazione delle aree interessate dal danno.
Nel corso della riunione è stato concordato di attivare due percorsi: uno regionale, l’altro nazionale.
La Regione si è impegnata ad attivarsi presso gli istituti bancari operanti in Piemonte per sensibilizzarli verso una moratoria dei mutui accesi dalle imprese, per un rifinanziamento della misura estirpo actinidia e per l’attivazione di un credito di conduzione specifico per le aziende colpite nell’ambito del Piano Verde 2012. Inoltre si provvederà a valutare la possibilità di derogare ai regolamenti in materia di Psr, nello specifico per le misure 214 e 121, laddove si renda necessario, per accelerare le erogazioni ed evitare il rischio del venir meno dei requisiti di ammissibilità.
In ambito nazionale la Regione produrrà, all’inizio della prossima settimana, specifica richiesta alla Commissione Politiche Agricole (il tavolo presso il quale gli Assessori Regionali all’Agricoltura si riuniscono a Roma) di inserire all’ordine del giorno della prima seduta utile la questione, proponendo delle azioni di merito che vanno dalla richiesta di indennizzi, allo sgravio contributivo e fiscale per almeno 2 anni (inps e imu su tutti), la richiesta di cassa integrazione per i dipendenti fissi, la richiesta di deroga sul regolamento ocm ortofrutta per poter, stante la situazione molto particolare, attivare le risorse in maniera più flessibile. Infine la richiesta di attivazione di specifiche misure da parte di Ismea per l’accensione di mutui pluriennali a vantaggio delle imprese interessate.
Assessore Regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto: “Fin dal verificarsi degli eventi calamitosi la Regione si è immediatamente attivata: inoltrando una lettera a Province e Comunità Montane e, inoltre, convocando un tavolo operativo nel corso del quale sono emerse proposte di buonsenso: credo tali istanze possano essere prese in considerazione e soddisfatte dal Goveno nazionale, anche perchè mi pare oggettivo il fatto che quello appena vissuto sia stato un evento straordinario che va al di là di qualunque previsione e rischio d’impresa. Fin dalla prossima settimana chiederemo che la questione venga posta all’attenzione della Commissione Politiche Agricole e del Ministero, certi di poter trovare un interlocutore attento alle proposte e solerte nelle risposte”.
16 febbraio 2012
Pacchetto latte: buona opportunità per il settore lattiero-caseario piemontese
Nella giornata di ieri, mercoledì 15 febbraio 2012, il Parlamento Europeo ha approvato con larga maggioranza il Pacchetto latte. Un risultato importante, storico, che ridisegna in modo moderno ed efficiente il quadro del settore lattiero caseario europeo e, dunque, italiano. La rivisitazione della normativa inerente l’intero comparto prevede una riorganizzazione dal punto di vista degli aspetti contrattuali, novità per quanto concerne l’ambito dell’organizzazione produttiva e una serie di cambiamenti radicali utili per la regolazione e il riequilibrio del mercato.
Assessore Regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto: “L’approvazione del Pacchetto latte rappresenta indubbiamente una grande notizia per il Piemonte, dove il settore da sempre lavora con grandi risultati contraddistinti dall’eccellenza. Le novità sono molte e positive: dal punto di vista contrattuale vi sarà maggior potere da parte dei produttori mediante il coinvolgimento delle organizzazioni degli stessi, inoltre l’opportunità di poter programmare, sulla base di attente analisi del mercato e del suo andamento, la produzione dei formaggi dop, dunque riservando la giusta attenzione alle produzioni di qualità certificata. Insomma un complesso di nuove norme che permette di poter porre le basi per un rilancio vigoroso del settore caseario, un comparto in ripresa, ma che riporta ancora le conseguenze della crisi del 2009. Un buon punto di partenza per affrontare con la giusta determinazione gli anni immediatamente precedenti e successivi il termine del regime quote latte. In sostanza si darà la possibilità al mondo del latte di evolversi con metodi di autoregolamentazione delle produzioni in base alle tendenze di mercato per conseguire un efficace equilibrio tra domanda ed offerta sulla falsariga di ciò che avviene nel mondo del vino, con buon successo, da molti anni ”.
13 febbraio 2012
“Testo per la semplificazione e sburocratizzazione vitivinicola”: approvato in Giunta il nuovo regolamento
È stato approvato questa mattina, in sede di Giunta Regionale, il “Testo per la semplificazione e sburocratizzazione vitivinicola”. Un documento che entrerà in vigore a brevissimo -tra poche settimane- appena sarà concluso il lavoro di allineamento dello schedario viticolo.
Il regolamento prevede una serie di variazioni nell’attuale impianto normativo caratterizzante il settore vino, garantendo in questo modo un notevole alleggerimento degli adempimenti che maggiormente incidono sull’attività dell’azienda vitivinicola: le procedure di estirpazione e impianto vigneti.
Con l’attuale “Testo” si accelerano i tempi, i costi per l’azienda diminuiscono, le procedure burocratiche sono più semplici e immediate, molte operazioni saranno effettuabili semplicemente dopo una rapida comunicazione informatica.
L’approvazione e conseguente applicazione delle nuove direttive non implicano spese per l’Assessorato Regionale, al contrario rappresentano una chiara azione di risparmio, sia in termini di tempistiche, sia per quanto concerne le spese di gestione del sistema.
Il “Testo per la semplificazione e sburocratizzazione vitivinicola” è il primo importante risultato immediatamente applicabile del Tavolo vitivinicolo Regionale istituito appena tre mesi fa, il 7 novembre 2011, consesso presso il quale sono state raccolte e convertite in provvedimenti, dopo attento esame, le istanze provenienti direttamente dal territorio.
Assessore Regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto: “Come promesso pochi mesi fa, si è passati rapidamente dalle intenzioni alla realtà. Questo regolamento di fatto inciderà sull’attività quotidiana delle aziende viticole: al termine del lavoro di allineamento dello schedario viticolo, le imprese del settore potranno gestire le proprie azioni di impianto e reimpianto già con la nuova normativa: moduli informatici rapidi, risparmio di tempo e denaro, fine delle lunghe attese per i sopralluoghi dei funzionari, procedure più immediate. Il Tavolo vitivinicolo Regionale ha agito come promesso, ha accolto le istanze presentate da alcune Province, le osservazioni delle Organizzazioni agricole e, una volta analizzati i documenti, ha lavorato intensamente per andare a ridurre la burocrazia in eccesso dove possibile.
10 febbraio 2012
La Gdo si adegui a una filiera più equa con contratti scritti e termini di pagamento certi
Il decreto liberalizzazioni e, in particolare, la disciplina delle relazioni commerciali in materia di cessione di prodotti agricoli e agroalimentari contenute nell’articolo 62, rappresentano un importante traguardo a tutela dell’agricoltore e tali devono essere mantenuti e difesi con forza.
Il decreto allo stato attuale si trova all’esame del Senato ed è già stato oggetto di deciso attacco da parte della Grande distribuzione per via delle forti restrizioni -dal punto di vista disciplinare- imposte finalmente dal documento.
Il segnale del dl liberalizzazioni è molto chiaro: maggiore trasparenza ed equità fra tutti gli attori della filiera.
Assessore Regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto: “Il Ministro Catania deve proseguire con rigore nella direzione intrapresa, gli agricoltori e le piccole aziende da decenni si adattano a regole ferree che devono essere rispettate in modo limpido e categorico, non capisco perché i regolamenti debbano continuare a rimanere rigorosi solo per una parte. L’articolo 62 tocca tematiche fondamentali quali i contratti scritti e termini di pagamento certi. L’attacco a un dl contenente una disciplina ovvia ed equa mette in luce un atteggiamento piuttosto arrogante che fino a oggi ha contraddistinto il modo di rapportarsi della Gdo nei confronti della filiera agricola. Le regole devono esserci e devono trovare applicazione in modo equilibrato tra tutti gli attori coinvolti. Basta dunque alla prevalenza di un soggetto a scapito dell’altro, è doveroso su questa partita mantenere un atteggiamento inflessibile e portare a casa un risultato che finalmente tuteli l’attività del comparto primario. È necessario rafforzare il percorso con accordi di filiera chiari che tutelino i produttori su larga scala, per certi prodotti magari a livello europeo che pongano in essere un riequilibrio dei ricavi per ogni singolo attore della filiera e tengano conto dei costi di produzione. In Piemonte un esempio di accordo in tal senso c'è già, ed e' quello sull'indicizzazione del latte”.
8 febbraio 2012
Freddo e gelo eccezionali in Piemonte: la Regione chiederà lo stato di calamità naturale
Le estreme temperature registrate negli ultimi giorni, specie nel periodo notturno, allarmano non poco l’intero mondo agricolo piemontese. Non solo difficoltà attuali legate ai molteplici turni degli agricoltori finalizzati al riscaldamento delle colture e alla cura straordinaria riservata ai capi di bestiame, ma anche -e soprattutto- una seria e fondata preoccupazione per il raccolto dei prossimi mesi.
Ad essere particolarmente colpite sono state le piante da frutta del Cuneese, dove il termometro ha registrato temperature ben al di sotto dei 20°C sotto lo zero.
A destare maggiore apprensione sono le piantagioni di kiwi, pesche, albicocche, le colture orticole nonché, nello specifico, le piante giovani e le viti da vivaio. Le precauzioni degli agricoltori sono state applicate al massimo delle possibilità, ma l’eccezionalità del freddo potrebbe rendere vane, almeno in parte, le cautele impiegate.
L’Assessorato Regionale all’Agricoltura ha inviato oggi una lettera a tutti gli enti delegati del territorio con il fine di avviare un’azione coordinata di controllo della situazione e monitoraggio dell’evoluzione dei disagi di una perturbazione climatica eccezionale tuttora in corso. La raccolta dati e il coinvolgimento del territorio saranno utili per determinare l’entità dei danni conseguenti le bassissime temperature e, inoltre, avviare l’iter per la richiesta dello stato di calamità naturale con il fine di far fronte ai possibili danni.
Assessore Regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto: “La situazione, date le temperature, ha subito destato preoccupazione. L’entità del danno potrà essere compresa con maggiore certezza solo nel corso delle prossime settimane, adesso è difficile capire se effettivamente le piante abbiano sofferto il gelo estremo e soprattutto, se siano compromesse del tutto. Non abbiamo dati storici di situazioni climatiche simili ai quali fare riferimento per elaborare previsioni attendibili, possiamo dire che temperature così rigide comporteranno indubbiamente conseguenze negative ai produttori.
Di qui la volontà della Regione Piemonte, in particolare dell’Assessorato Regionale all’Agricoltura, di analizzare con costanza e attenzione l’evolversi del quadro globale, avvalendosi della preziosa collaborazione degli enti territoriali e delle organizzazioni agricole, valutare la situazione e di avviare l’iter in modo repentino per la richiesta dello stato di calamità naturale al Governo. Quel che era nelle possibilità degli agricoltori è stato fatto, adesso tocca alle istituzioni nazionali”.
3 febbraio 2012
Imu: approvato Odg in Conferenza Regioni, continua l’azione del Piemonte
Continua l’impegno concreto della Regione Piemonte nel portare all’attenzione del Ministero le gravose conseguenze alle quali inevitabilmente si giungerà se non si provvede celermente ad una drastica modifica del sistema tassazione IMU nei confronti delle aziende agricole.
Ieri la Conferenza delle Regioni, a Roma, ha approvato un ordine del giorno attraverso il quale si inoltrano al Governo tre decise forti istanze: riduzione drastica dell’Imu, se non è attuabile l’esenzione totale, per i fabbricati rurali ad uso strumentale; rivedere il meccanismo di calcolo relativo ai terreni condotti dagli agricoltori; immediata apertura di un tavolo Governo-Regioni con il fine di individuare alternative all’applicazione dell’Imu.
Assessore Regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto: “La Regione Piemonte, mediante l’attività dell’Assessorato all’Agricoltura, prosegue in tutte le sedi competenti il suo percorso di contrarietà all’attuale sistema di tassazione imposto alle aziende agricole: cerchiamo di essere propositivi, l’opposizione fine a se stessa è sterile, ma in questa direzione non si può continuare, pena la moria del comparto. L’attuale situazione è sotto gli occhi di tutti: il settore rurale è stato privato, senza preavviso, del regime di fiscalità speciale fino ad oggi riconosciuto e gli strumenti di lavoro sono stati appaiati senza distinguo ai beni patrimoniali. Stiamo agendo con determinazione su tutti i fronti possibili per garantire il futuro a un settore attualmente spremuto fino all’ultima goccia; ci appelliamo direttamente al Ministro il quale deve rivedere a tutti i costi le imposizioni di un Governo che fino ad oggi non ha solo voltato le spalle all’agricoltura, ma ha messo in atto provvedimenti che penalizzano irreversibilmente il sistema agricolo piemontese .”
31 gennaio 2012
Imu agricoltura: il Consiglio Regionale sostiene l’azione della Giunta
È stato approvato all’unanimità questa mattina, in sede di Consiglio Regionale, un Ordine del giorno in merito alla forte pressione fiscale gravante sulle aziende agricole in seguito all’entrata in vigore dell’Imu varata dal Governo Monti, imposta che rischia di incidere negativamente in particolare sull’intera filiera agricola.
Mediante il voto positivo registrato in aula in mattinata, il Consiglio Regionale ha riconosciuto il lavoro condotto fino a questo momento dalla Giunta, e in particolare il ruolo di capofila a livello nazionale ricoperto dall’Assessorato all’Agricoltura piemontese, il quale in sede di Commissione Politiche Agricole nelle settimane scorse a Roma ha portato istanze del territorio e proposte, interloquendo anche con il Ministro con il fine di rimediare alla complessa situazione venutasi a creare ai danni del comparto primario.
I nuovi provvedimenti colpiscono in modo cieco il comparto rurale non distinguendo in modo significativo chi detiene terreni e fabbricati per condurre la propria attività, da coloro che possiedono proprietà in qualità di beni patrimoniali.
Il Consiglio Regionale ha legittimato dunque l’impegno costante e duraturo del Presidente della Giunta e dell’ Assessore, i quali proseguiranno con intensità l’attività intrapresa presso il legislatore nazionale affinché modifichi l’attuale modulazione dei moltiplicatori prevista per i terreni agricoli e a sollecitare l’Anci nazionale a intervenire affinché siano adottate le delibere con le quali si applicano le aliquote più basse per salvaguardare l’interesse delle imprese agricole.
Assessore Regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto: “Prendo atto con piacere che il Consiglio Regionale questa mattina all’unanimità ha riconosciuto il lavoro condotto dalla Giunta fino a questo momento in questo ambito, appoggiando la prosecuzione di un’azione che, capofila a livello nazionale, si pone quale semplice finalità quella di evitare un accanimento sul comparto agricolo: l’agricoltura deve contribuire al rilancio dell’economia, non può essere usata solo quale cassa di riscossione risorse. Spero che l’unanimità raggiunta in aula questa mattina, possa tramutarsi poi, da parte di tutte le parti politiche, in un seguito attivo e propositivo a Roma presso un Governo che fino a questo momento non ha considerato l’agricoltura quanto merita”.
31 gennaio 2012
Impianti a biomasse: linee guida per l’individuazione delle aree non idonee e tutela del suolo agricolo
In sede di Giunta Regionale, nella giornata di lunedì 30 gennaio 2012, sono state approvate le “Linee guida per l’ autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili”, agendo in due direzioni: in prima istanza a beneficio delle province -enti titolari della competenza autorizzativa- è stato raggiunto l’obiettivo di uniformare i procedimenti autorizzativi al fine di semplificarne l’iter e di superare le difformità presenti su territorio regionale. In secondo luogo sono stati individuati i criteri sulla base dei quali la Regione può indicare le aree e i siti non idonei all’installazione di impianti alimentati da biomasse.
Le linee guida approvate, oltre ad assicurare la tutela ambientale e paesaggistica unite alla forte volontà di promuovere e incentivare la valorizzazione delle energie rinnovabili, pongono importanti garanzie per quanto concerne la salvaguardia dei terreni rurali, delle tradizioni agroalimentari nostrane e delle quotidiane attività condotte da parte delle aziende agricole locali.
Una proliferazione eccessiva dell’impiantistica alimentata da biomasse potrebbe infatti dar luogo ad un consumo di suolo incontrollato con ricadute negative sul l’intero comparto rurale.
Nell’ambito specifico delle limitazioni in ottica di una completa tutela dell’agricoltura sono considerate non idonee all’esercizio di impianti alimentati da fonti rinnovabili le aree agricole e specificamente i terreni agricoli e naturali ricadenti nella prima e seconda classe di capacità d’uso del suolo, i terreni agricoli irrigati con impianti irrigui a basso consumo idrico realizzati con finanziamento pubblico, i territori dei Comuni individuati nell’“Elenco dei Comuni ad alto carico zootecnico” (questi ultimi, per i soli impianti a biogas con potenza elettrica superiore a 250 kW che utilizzano in prevalenza [>50% in peso] prodotti agricoli da colture dedicate), da redigersi a cura della Direzione Agricoltura.
Assessore Regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto: “Attraverso questo provvedimento la Giunta Regionale, con il contributo dell’Assessorato all’Agricoltura, ha raggiunto molteplici obiettivi: innanzitutto è stato semplificato l’iter autorizzativo, inoltre le province potranno fare riferimento a linee guida chiare e omogenee su tutto il territorio regionale. In più vanno sottolineati gli accorgimenti a tutto vantaggio del comparto rurale: all’agricoltore titolare della propria azienda viene lasciata, nei limiti della legge, la libertà per poter edificare il proprio impianto alimentato da biomasse, allo stesso tempo però sono state poste norme e limitazioni precise per evitare che speculazioni esterne possano danneggiare e lucrare in modo intensivo sul mondo rurale piemontese. Un buon lavoro portato a termine per evitare l’incontrollato consumo di suolo agricolo, misure particolari inoltre sono state adottate per monitorare e tutelare le aree ad elevato carico zootecnico, infine si sono volute scongiurare prima del nascere eventuali interferenze -dovute alla presenza di grandi impianti a biogas- sia sul prezzo di mais e altri combustibili vegetali affini (interferenze che avrebbero potuto danneggiare il regolare approvvigionamento di materie prime da parte degli allevatori) sia la possibile influenza sul costo degli affitti dei terreni agricoli. Ringrazio molto l’Assessore Giordano che ha svolto un ruolo importante in questa partita a tutto vantaggio degli agricoltori”.
27 gennaio 2012
Imu e contratti verbali: il Piemonte propone e prende posizione, ma il Governo non fa il bene dell’Agricoltura
Ieri, giovedì 26 gennaio 2012, l’Assessore Claudio Sacchetto ha preso parte all’incontro tenutosi a Roma tra il Ministro delle Politiche Agricole e gli Assessori Regionali all’Agricoltura, consesso durante il quale si sono affrontate le questioni e le tematiche più urgenti che interessato il comparto.
L’Assessore regionale Sacchetto, prendendo la parola, ha nuovamente portato all’attenzione del Ministro Catania le due fondamentali questioni inerenti da un lato l’alleggerimento dell’Imu che grava pericolosamente su terreni e fabbricati rurali e dall’altro la scongiura del rischio di un nuovo vincolo burocratico legato alla possibile non ammissione dei contratti verbali in ambito rurale.
La scorsa settimana il Piemonte infatti, in sede di Commissione Politiche agricole, prese posizione in modo deciso su entrambi i fronti, ottenendo la formulazione di due note da parte del Coordinatore della Commissione Politiche Agricole della Conferenza Stato-Regioni, Dario Stefano, inviate direttamente al Ministro.
Assessore Regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto: “Per quanto concerne la proposta Piemontese -condivisa da altre Regioni- di trovare rimedio a una tassazione Imu che non può far altro che soffocare definitivamente le aziende agricole, pur apprezzando le parole del Ministro sullo sforzo fatto dal Mipaaf per alleggerire l’imposta specie nelle aree montane e svantaggiate, lo stesso ha dato una risposta non soddisfacente, confermando ancora una volta una politica, attuata dall’attuale Governo, che sta letteralmente perseguitando la nostra agricoltura, non cogliendo la fondamentale importanza di tale comparto. Prova ne è l’assordante silenzio sull’argomento del Ministero all’Economia.
Sulla questione contratti verbali si è ricevuto qualche segnale di apertura da parte di Agea, resta comunque il fatto che il Piemonte non applicherà un provvedimento che si traduce nella richiesta all’agricoltore di ulteriore burocrazia: la direzione adottata dall’Assessorato piemontese fino a questo momento è esattamente contraria, vale a dire non chiedere più documenti di quelli che effettivamente servono. Sull’ipotetica tassa sul cibo spazzatura, dopo l’approfondimento fatto al tavolo, si è convenuto di accantonare la proposta e di esplorare altre fonti di gettito”.
18 gennaio 2012
Contratti verbali: Odg del Piemonte in Commissione Politiche Agricole per evitare un nuovo vincolo burocratico
Oggi, mercoledì 18 gennaio, in Commissione Politiche Agricole a Roma, l’Assessore regionale piemontese all’Agricoltura, Claudio Sacchetto, ha chiesto di portare all’ordine del giorno il complicato tema del controllo dei titoli di conduzione che sottende al pagamento delle domande PAC. È recente infatti il problema che ha interessato alcune Regioni Italiane del Sud, a seguito di controlli fatti sulla validità dei contratti verbali dichiarati mediante autocertificazione (più del 70% della totalità dei contratti) che giustificherebbero per un beneficiario la conduzione del terreno dichiarato in fase di presentazione della domanda: risulterebbero in realtà numerosi casi di inesistenza di tali contratti (o irregolarità di natura truffaldina ai danni dell’Unione Europea la quale, per altro, non richiede tale documenti).
Mentre, infatti, la regolamentazione comunitaria non esplicita altre condizioni alle quali subordinare l’ottenimento di aiuti diretti che non siano la conduzione effettiva del terreno (cosiddetto “uso oggettivo”) e conforme a quanto richiesto dai regolamenti, in Italia l’applicazione della normativa presuppone che il beneficiario possa vantare un diritto su di terreno a patto che ci sia una copertura contrattuale - il titolo di conduzione. La posizione di Agea sembra quella di voler in un futuro prossimo non più ammettere l’istituto del contratto verbale nella gestione della PAC: l’applicazione di tale soluzione potrebbe però mettere in crisi l’attuale sistema agricolo, che si basa appunto su accordi non scritti, con una conseguente diminuzione di terreni richiesti a premio. Le aree svantaggiate -montagna- risulterebbero pertanto le zone più sofferenti da un punto di vista territoriale e ambientale.
Assessore Regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto: “Non ammettere in futuro l’istituto del contratto verbale è semplicemente inaccettabile, significherebbe aumentare ulteriormente il carico burocratico, incrementare i costi, diminuire i terreni richiesti a premio e, dunque, mettere ancora una volta in difficoltà le aziende agricole. Una trovata tutta italiana, infatti da parte dell’Unione Europea non vi è la richiesta di cambiamenti o condizioni particolari, come al solito è a livello nazionale che andiamo a complicare l’iter. Non è ammissibile inoltre che per colpa di irregolarità o problematiche che per la maggioranza dei casi ha interessato da vicino realtà del sud Italia, si debba cambiare in peggio tutto il sistema penalizzando anche quelle aziende e quelle regioni, in particolare al nord, che hanno operato sempre correttamente”.
18 gennaio 2012
Imu: il Piemonte propone alle Regioni di utilizzare la tassa sui cibi-spazzatura per gli sgravi alle aziende agricole
L’imposta sugli immobili Imu, applicata alle aziende agricole, può tradursi realmente in un colpo basso inflitto da tale Governo al mondo rurale, già fortemente in difficoltà per la complessa situazione economica attuale.
Oggi, in sede di Commissione Politiche agricole a Roma, la Regione Piemonte si è fatta dunque portatrice di un ordine del giorno finalizzato allo sgravio del pagamento dell’Imu per quanto concerne tutte le realtà rurali distribuite sul territorio condotte direttamente da agricoltori proprietari. I fabbricati rurali e i terreni rappresentano beni strumentali, utilizzati dall’imprenditore per produrre altri beni, esercitare lavoro e condurre l’attività economica.
Facendo riferimento alla proposta ipotetica della scorsa settimana avanzata dal Ministro della Salute Renato Balduzzi -il quale prospettò di introdurre una tassa sugli alimenti non salutari, i cosiddetti “cibi spazzatura”- il Piemonte ha oggi proposto a Roma di destinare l’indotto corrispondente alla riscossione di tale imposta (anziché all’edilizia sanitaria come prospettato dal Ministro stesso) all’agricoltura, utilizzandolo specificatamente per sgravare, alleggerire il peso del pagamento dell’Imu al quale le aziende agricole sono pericolosamente vincolate in seguito all’approvazione della manovra del Governo Monti. Iniziative di questo tipo sono state introdotte anche in altri Paesi europei, un esempio è incarnato dalla Francia, dove le bibite gassate sono state tassate destinando il ricavato all’agricoltura.
Approvata dal consesso la proposta avanzata dall’Assessorato all’Agricoltura piemontese, il Coordinatore della Commissione Politiche Agricole nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni, Dario Stefano, invierà adesso al Governo una lettera portando sul tavolo l’istanza discussa e condivisa in giornata.
Assessore Regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto: “La proposta che abbiamo portato avanti come Regione Piemonte vuol essere un rimedio alle decisioni del Governo che fino a questo momento ha soltanto penalizzato in modo pesante il comparto agricolo, compromettendone il futuro anziché portando sul tavolo buone prospettive. La vicina Francia ha già applicato un sistema simile a quello proposto da noi oggi in Commissione: tassa sulle bibite gassate e ricavati destinati al sostegno del settore agricolo. Non si possono confondere e trattare allo stesso modo i fabbricati rurali e i terreni –beni strumentali, a bassa redditività, utilizzati per lavorare- con i beni patrimoniali: è necessario tassare il lusso, il superfluo, e non mettere nell’obiettivo chi lavora, chi produce economia, proprio come finora ha fatto l’attuale Governo, bloccando in questo modo la competitività e la vivacità delle nostre attività.
L’Assessorato all’Agricoltura della Regione Piemonte non si limita a criticare, ma valutata la situazione complessa in cui versano le aziende agricole, ha pensato all’alternativa per poter rialzare e tutelare i propri agricoltori, ponendosi quale proponente in Commissione Politiche Agricole”.
17 gennaio 2012
Caccia: subito una nuova legge moderna che eviti spreco di denaro e ribadisca il ruolo positivo del mondo venatorio
Nella giornata di lunedì 16 gennaio 2012 l’Assessore Regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto, nel corso della terza commissione permanente del Consiglio Regionale, ha ritirato l’emendamento abrogativo dell’attuale legge regionale sulla caccia (L.R. 4 settembre 1996 n. 70).
I membri della commissione si sono impegnati ad approvare entro un mese e mezzo una nuova legge regionale per disciplinare la materia.
Assessore Regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto: “Innanzitutto va sottolineato con forza e vigore che l’emendamento abrogativo della legge 70/96 da me presentato non era un atto istintivo e avventato, ma al contrario giuridicamente e amministrativamente valido: in attesa di un nuovo testo normativo, in Piemonte sarebbe valsa la legge nazionale in materia, senza alcuna situazione estrema di vuoto legislativo come a qualcuno piace far credere.
L’emendamento, non accettato in sede di commissione, è allora stato da me ritirato, non prima però di aver ricevuto la garanzia assoluta da parte dei membri della commissione stessa, di un lavoro intensivo nelle prossime settimane con il fine di redarre una nuova legge regionale entro e non oltre un mese e mezzo.
Solo con una nuova normativa potremo finalmente lasciarci alle spalle una legge oramai superata e dotare il Piemonte di una regolamentazione moderna, portandolo sotto questo punto di vista in linea con le altre regioni italiane. In questo modo si può evitare il referendum, risparmiare una cifra che si aggira intorno ai 20 milioni di euro e, soprattutto, rispettando la legge, dare dignità ai cacciatori, sempre più al centro di un accanimento mediatico e non solo che non è giustificabile in alcun modo. La nuova normativa deve contemplare la caccia non come attività da relegare e soffocare, ma nel rispetto delle regole, deve valorizzarne il ruolo di promozione turistica, di difesa dell’agricoltura dalla fauna selvatica in eccesso, di antica tradizione della nostra terra.
Sono convinto che la libertà di ciascuno deve finire dove inizia quella degli altri, allo stesso modo penso che la democrazia indiretta, al pari (e non meno) di quella diretta, debba poter essere garantita con tutte le forze: a questo proposito sto lavorando con il massimo impegno nel mio ruolo di Assessore Regionale all’Agricoltura, Foreste, Caccia e Pesca nel tentativo di raggiungere un risultato costruttivo; attacchi continui mirati, volti solo a screditare spesso conoscendo poco la materia, non fanno il bene del Piemonte. Posizioni ambientaliste intransigenti di principio non possono guidare la regolamentazione della caccia: al residente in centro città probabilmente egoisticamente non importa del ruolo dell’attività venatoria nel contenimento della fauna selvatica e inconsapevole protesta, ma ai titolari delle 67 mila aziende agricole insediate in Piemonte interessa la possibilità di non vedere i propri appezzamenti disastrati ogni anno dagli ungulati.
Alla posizione dei referendari confido si possa rispondere con una legge rinnovata, positiva e moderna, cominceremo con impegno domani con una doppia seduta della terza commissione (mattutina e pomeridiana), quattro sono le proposte di legge: Lega-Pdl, Pd, Idv e Verdi Verdi. Buone affinità con la nostra sono riscontrabili nella proposta PD. ”
12 gennaio 2012
Dalla Giunta il via libera alla “Strada del vino Dogliani”
La Giunta Regionale ha riconosciuto e approvato, in seguito al percorso intrapreso dal comitato promotore da oltre un anno, la “Strada del vino Dogliani”.
Valutati i requisiti e visualizzata la documentazione presentata, il Governo regionale ha dato il via libera al comitato promotore affinché possa procedere con gli adempimenti necessari alla realizzazione del progetto.
La “Strada del vino Dogliani”, che fa riferimento al territorio vitivinicolo compreso tra il Comune di Dogliani e la città di Mondovì, si pone quali finalità la promozione e la divulgazione della cultura millenaria del vino, l’incremento dell’attrattività del territorio, la nascita di nuove opportunità turistiche legate al paesaggio e alla tradizione enogastronomia tipica dell’area interessata, incentivando infine iniziative di tipo culturale e qualificando ulteriormente l’offerta e l’accoglienza del sistema turistico locale.
Il comitato di gestione “Strada del vino Dogliani” potrà adesso procedere, sulla base delle direttive previste dal “Disciplinare delle norme tecniche per le strade del vino”, all’organizzazione, alla gestione e concretizzazione del piano.
Assessore Regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto: “L’Assessorato all’Agricoltura ha seguito e sostenuto da vicino l’iter cha ha portato a questo risultato cogliendone fin dal principio le valide potenzialità sia da un punto di vista strettamente turistico, dunque promozione del territorio, sia da un punto di vista di diffusione e conoscenza del ricco patrimonio gastronomico dell’area interessata, con protagonista assoluto il vino. E’ un primo passo fondamentale, al quale adesso deve seguire però la fase operativa vera e propria di impostazione organizzativa e logistica del progetto.
L’Assessorato ha sempre creduto in questo progetto, sicuro che la “Strada del vino Dogliani” possa portare ai comuni interessati importanti ricadute di immagine”.
11 gennaio 2012
Approvato in Giunta il nuovo Regolamento Regionale della Pesca
È stato approvato nella mattinata di ieri, mediante delibera di Giunta, il nuovo regolamento regionale sulla pesca che abroga la precedente disciplina risalente al 21 aprile 2006, N. 6/R.
Le rappresentanze piscatorie regionali hanno concordato nel riconoscere la necessità e l’importanza di predisporre un nuovo testo in sostituzione di quello vigente, apportare modifiche al vecchio regolamento perfezionandone e razionalizzandone i contenuti, migliorando in questo modo la gestione e il coordinamento della pesca sul territorio regionale:
Il percorso amministrativo che ha portato alle nuove disposizioni è durato un anno, mesi nel corso dei quali i funzionari regionali hanno incontrato le Province e le Associazioni di categoria, hanno aperto un confronto costruttivo con addetti alla vigilanza in materia di pesca dando vita a apposite sedute tecniche consultive, raccogliendo inoltre le istanze provenienti da associazioni di carattere ambientalista. Un dialogo continuo che ha permesso la stesura di un documento condiviso e completo, ricevendo inoltre il parere favorevole da parte del CAL (Consiglio Autonomie Locali).
I criteri che hanno guidato la stesura del nuovo regolamento sono stati la volontà di una gestione il più possibile coordinata e coerente tra le diverse province, l’intenzione di prevenire l’insorgenza di problematiche in quei casi in cui medesimi corsi o bacini d’acqua afferiscono a più province e presentano normative differenti, raccogliere le numerose istanze provenienti dal territorio, garantire l’applicazione delle leggi in vigore e in ultimo, non per importanza, il rispetto della salvaguardia degli ambienti acquatici e della tutela dell’equilibrio biologico del patrimonio ittico regionale.
Le province avranno maggiori facoltà e autonomia, nel pieno rispetto dei vincoli legislativi statali e comunitari, di intervenire in materia piscatoria mediante disposizioni valide sul territorio di competenza.
La revisione richiesta a gran voce e sollecitata in più occasioni dalla totalità dei rappresentanti dell’ambiente piscatorio piemontese è stata portata a termine e approvata, il nuovo regolamento entrerà in vigore il 26 febbraio 2012.
Claudio Sacchetto, Assessore Regionale all’Agricoltura: “Mediante la stesura di tale nuovo regolamento è stata compiuta quella revisione organica e complessiva del regolamento pesca necessaria per un aggiornamento e una razionalizzazione della normativa. Con precisione sono state analizzate problematiche e necessità andando a cercare di migliorare l’intero impianto del regolamento. Tra le novità vi è il maggiore coinvolgimento delle province, l’obiettivo è quello di calare la gestione della pesca sulla base delle caratteristiche specifiche di ogni singola area di territorio”
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